sabato 16 settembre 2017

Disturbo depressivo maggiore - Prospettive terapeutiche con l'auricoloterapia

Introduzione

Il disturbo depressivo maggiore (DDM) rappresenta la quarta causa principale di disabilità in tutto il mondo. Colpisce una gran parte della popolazione, riducendo notevolmente il loro livello occupazionale, sociale, e accademico.
Tuttavia, i trattamenti disponibili al momento offrono risultati tutt'altro che soddisfacenti.

La stimolazione del nervo vago (SNV) è un metodo approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration (FDA) per disturbi che risultano resistenti al trattamento.
Il metodo tuttavia, implica l'uso della chirurgia con tutti i suoi potenziali effetti collaterali.

La stimolazione transcutanea del nervo vago (STNV) una variante della SNV tradizionale, invece, ha attirato l'attenzione di alcuni ricercatori negli ultimi anni. Tale metodo è stato largamente utilizzato in quanto metodica di neuromodulazione non-invasiva e a basso costo, per trattare disturbi quali il DDM, l'epilessia e persino il pre-diabete.
La logica della STNV è basata su degli studi anatomici (Henry, 2002, Peuker e Filler, 2002) che hanno scoperto che vi è un'innervazione del nervo vago sulla superficie dell'orecchio, che consente quindi di ottenere effetti simili alla SNV, stimolando superficialmente questa zona

Abstract

L'amigdala è una regione importante per l'elaborazione dell’emozione, e degli studi scientifici hanno constatato che i deficit amigdala/connettività funzionale della zona frontale potrebbero essere modulati dagli antidepressivi nel disturbo depressivo maggiore (DDM).

La stimolazione transcutanea del nervo vago (STNV), metodica non-invasiva di neuromodulazione periferica dell'orecchio, ha dimostrato risultati promettenti nel trattamento del disturbo depressivo maggiore (DDM) in diversi studi pilota.

A tutt’oggi, il meccanismo neurale alla base del trattamento con la STNV nella depressione non è stato completamente compreso.

In questo studio, è stato valutato come la STNV possa modulare connettività funzionale allo stato di riposo dell'amigdala/rete prefrontale laterale (RSFC) nei pazienti con disturbo depressivo lieve o moderato.

Metodi

Sono stati reclutati 49 pazienti con MDD. Ad essi sono state somministrate delle sedute o di STNV o di "sham" (finta) STNV (stSTNV) per quattro settimane.
L’imaging funzionale cerebrale in stato di riposo fMRI è stata eseguita prima e dopo i trattamenti.

Risultati

Dopo 1 mese di trattamento con STNV, la valutazione della Scala Hamilton Depression Rating (HAMD) evidenziava una riduzione significativa degli indici analizzati nel gruppo STNV rispetto al gruppo stSTNV.

La RSFC nel primo gruppo evidenziava un aumento dell’attività tra l'amigdala destra e la corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra rispetto al secondo gruppo.

Tutti gli aumenti della RSFC sono stati anche associati con la riduzione della HAMD.

Conclusioni

La STNV può modulare in modo significativo l'amigdala-laterale prefrontale nei pazienti affetti da Disturbo Depressivo.
I nostri risultati forniscono delucidazioni sul meccanismo cerebrale di tale trattamento nei pazienti con MDD.

Link

Liu J, Fang J, Wang Z, et al. Transcutaneous vagus nerve stimulation modulates amygdala functional connectivity in patients with depression. J Affect Disord. 2016 Aug 11

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